Posts Tagged 'arte'

Colorate e melodiche presentazioni d’autunno

Venerdì 22 ottobre, ore 20,00 presso la sede ALFATRE GRUPPO TEATRO –  piazza Cav. ss. Annunziata, 7 – Collegno – To, letture tratte dal libro “Ascoltando Coltrane” di Patrizia Valpiani, intercalate dalla musica dal vivo del quartetto Jazz in Trane.

 

 

 

 

 

—–

Domenica 24 ottobre, ore 10.00 durante la manifestazione Festa del Libro – Orbassano – Palatenda “E. Macario” – via Torino ang. via Gozzano – presentazione del libro di Gianni Bosco “La settima caverna”.

 

 

 

 

 

—–

Giovedì 28 ottobre, ore 18,30 presso la chiesa della Madonna della Divina Provvidenza, via Asinari di Bernezzo, 40 – Torino, presentazione del libro di Miranda Fontana “Fra le chiese di Torino – Quattro itinerari nella città della Sindone”.

Annunci

15 ottobre 2010, Avigliana – Donne, poesia… e non solo!

M.O.V. (Moderne officine Valsusa) e Fabula Rasa, il 15 ottobre  alle  ore 21.00, in Via  Garibaldi 24, Avigliana, vi invitano a:

DONNE, POESIA… E NON SOLO!
Quattro poete presentano  le  raccolte  di liriche pubblicate dalla Neos Edizioni, mettendo in gioco ognuna anche  un altro talento, in  un serata in cui il linguaggio poetico  si integra con quello  dei  racconti  brevi, con  la prosa del romanzo, il linguaggio teatrale e quello della scultura  floreale.

Saranno presenti:
Elena  Gastaldi, poeta, autrice di racconti brevi, con la raccolta “Il respiro ti dirà il nome”
Patrizia Nicola, poeta, drammaturga, con la raccolta “In silenzio”
Marisa Porello, poeta, romanziera, con  la raccolta “La casa  della poeta”
Maria Cecilia Serafino, poeta  e scultrice  floreale, con la raccolta “Sei  petali di ali”.

Interverrà l’editore Silvia Ramasso.

Nello spazio  M.O.V. saranno esposte  sculture  floreali di M.C. Serafino, che  realizzerà una creazione anche durante la serata.

Letture  a cura  di Francesca Carnevali, attrice di Fabula Rasa  e MOV e  performance di Veronique Esteve, attrice di Messinscena, collaboratrice di Fabula Rasa.

Intervista a Silvia Maria Ramasso

Dal sito www.reteculturalevirginia.net, il portale italiano delle donne artiste.

Silvia Maria Ramasso è editore; persona concreta a determinata, disdegna i personalismi, infatti non la si rintraccia facilmente nel sito della sua casa editrice Neos Edizioni: alla voce “chi siamo” risponde uno testo al plurale, che disegna un interessante progetto editoriale varato nel 1996. presentata da questa introduzione: editore; persona concreta a determinata, disdegna i personalismi, infatti non la si rintraccia facilmente nel sito della sua casa editrice Neos Edizioni: alla voce “chi siamo” risponde un testo al plurale, che disegna un interessante progetto editoriale varato nel 1996.


Il suo rapporto tra la femminilità ed il potere. Quali elementi differenziano la dirigenza di una donna da quella di un uomo?
Non si può parlare di potere in un’azienda ben gestita, ma di leadership, di qualcuno che si prende la responsabilità degli altri; la parola potere è fuori luogo, soprattutto nelle aziende dirette da donne, che riescono meglio ad esprimere appunto la leadership.

Racconti, se si è verificato, un episodio determinante per la sua scelta professionale.
Studiavo scienze naturali per lavorare nei parchi nazionali, ma la strada si presentava tortuosa e mio padre mi propose di entrare nell’impresa di famiglia; colsi quell’occasione, trasformando la tipografia, nata nel 1953, in casa editrice; il processo è durato parecchi anni, nell’arco dei quali ho approfondito le politiche imprenditoriali scegliendo poi di sterzare verso un settore che mi interessava di più e che, a fronte di dati e riflessioni, ritenevo commercialmente più vivo.

L’essere donna è stato un vantaggio, un ostacolo o un aspetto ininfluente?
Ininfluente, con minimi vantaggi o svantaggi; sono stata per quindici anni il primo presidente di categoria, dell’Unigec Confapi (Unione Nazionale della Piccola e Media Industria Grafica Editoriale Cartotecnica ed Affine), ho trattato e concluso con i sindacati dodici contratti collettivi di lavoro; ho rinunciato alla carica quando ho ritenuto terminato il mio apporto. Nessuno nel frattempo si era preoccupato che io fossi donna o uomo.

In ambito artistico, lei crede sussistano ancora discriminazioni?
Non credo ci siano discriminazioni nell’arte, penso che la cultura si stia via via femminilizzando, a volte anche pericolosamente; scorrendo i titoli in una libreria ci si accorge che la maggioranza è stata scritta per donne, d’accordo, leggono più degli uomini, ma se nei secoli passati mancava una voce adesso rischia di spegnersi l’altra.

Finanziamenti pubblici: cosa pensa della relazione tra denaro e cultura?
Per la cultura il denaro serve ma si può fare anche senza; ritengo accettabile entro certi limiti il finanziamento pubblico, lo Stato dovrebbe investire fortemente su tutto il comparto dell’istruzione, è a scuola che deve radicarsi la cultura.

Quali progetti la impegnano attualmente?
Noi pubblichiamo una quarantina di libri all’anno e, a suo modo, ogni libro è un progetto, ma ci sono due attività trasversali che mi stanno occupando e che mi premono particolarmente; mi piace, sostenendo il settore della casa editrice che tratta di tematiche femminili, scavare in contesti femminei oscuri, misconosciuti o trascurati dai media, come le donne d’impresa o quelle anziane: per questo abbiamo ideato un bando di concorso annuale per il premio letterario “Scrivere Donna”, che si materializza in una pubblicazione dei racconti selezionati, presentata ogni anno al Salone del Libro. Una seconda iniziativa che mi coinvolge e in cui credo parecchio è una collana di itinerari dedicati al territorio piemontese, molto divulgativi ma piacevoli alla lettura, che permettano a chiunque di conoscere la nostra terra con suggerimenti di tipo ecologico ed ambientale; la prima è stata una guida delle 29 chiese del centro di Torino, tutte aperte, da visitare passeggiando. La missione aziendale della Neos Edizioni è sostenere, tramite narrativa e saggistica, il desiderio di crescita culturale civile e personale attraverso la leggerezza e la positività, ad esempio stampiamo gialli, ma non violenti e contestualizzati.

Lei per professione legge moltissimo. Riesce ancora a vivere la letteratura come intrattenimento?
La domenica e in vacanza leggo solo per piacere; è ovvio che sia una professione affascinante ma logorante, ci arrivano tra i 200 e i 300 manoscritti all’anno, lavoriamo molto con gli scrittori esordienti che richiedono particolare dedizione.

Ha qualche consiglio da dare ad artiste emergenti o giovani imprenditrici?
Primo, non essere presuntuosi, è fondamentale per gli artisti come per gli imprenditori, secondo, avere il senso della realtà, il riconoscimento lo si ottiene da una parte facendo bene il proprio mestiere dall’altra comunicandolo con pazienza, terzo, non tralasciare la parte economica, non è vile, nel percorso umano il valore di quello che facciamo è quantificabile anche in denaro.

Pittura e poesia tra immagini e parole – Pinerolo, 10 settembre 2010

“Pittura e poesia tra immagini e parole”, questo il tema dell’incontro che ha visto fondersi in modo sorprendentemente naturale la lettura di poesie e la silenziosa ma incisiva armonia dei lavori di Maurizio Rinaudo nella sua galleria di Pinerolo.
I poeti presenti: Norma Bertalmio, Marina Flecchia e i poeti dello spazio artistico Myo-sotis, Danilo Torrito, Postremo Vate hanno dato la loro interpretazione a vari temi scelti: le stagioni, vedute di città, descrizioni della natura, “dipingendo” con le parole ciò che il pittore aveva descritto nei suoi lavori. Le analogie, le “combinazioni”, le coincidenze che sono scaturite da questa commistione di arti hanno sorpreso tutti, me per prima.
E’ stata una serata speciale in cui lo sguardo veniva attratto dai colori e dalle forme mentre la mente seguiva il cammino delle parole, guidata dall’interpretazione degli stessi poeti.

Al termine del piccolo rinfresco, Danilo Torrito ha letto “Serata tra poeti”, versi composti tempo fa e che in quel momento hanno trovato la perfetta collocazione. Una ulteriore dimostrazione che la creatività, nel suo vorticare e nel suo incedere a volte disordinato è in realtà sempre alla ricerca del luogo in cui mettere le sue radici e, immancabilmente, lo trova.
Nicoletta Fabrizio

sito del pittore Maurizio Rinaudo  http://mauriziorinaudo.it

sito del poeta Postremo Vate  http://www.postremovate.com

SERATA TRA POETI

Degustando un buon brachetto
stavo innanzi al caminetto
col mio solito blocchetto
pronto a scrivere un sonetto

Ad un tratto e mi par strano
vedo un’ombra sul divano
che sussurra in tono umano:
“Ciao Danilo… son Gozzano!”

Faccio un salto un pò più in là
forse il vino agisce già
ma chi ha detto ‘son Gozzano’
lo ripete e non invano

A ‘sto punto gli rispondo
per le rime… mentre grondo
e gli dico: “Sei Gozzano?
Danne prova con un brano”

Lui comincia a verseggiare
I Colloqui mi sciorina
a me sembra di sognare
riconosco la sua rima

D’improvviso un gran boato
che mi smorza pure il fiato
poi qualcuno forte bussa
annunciando: “So’ Trilussa!”

Scruto subito Gozzano
torinese assai nostrano
che mi dice piano piano:
“Chi ha invitato sto romano?”

Prendo i tempi… quelli giusti
e lo grido in un sol fiato:
“Sarai mica quel Salustri
dal cognome anagrammato?”

C’è gran quiete alla richiesta
poco dopo… la tempesta:
“C’hai azzeccato… so’ Salustri
so’ de Roma tra i più illustri”

Quel che accadde non lo so
fatto sta che dopo un pò
siam seduti tutti e tre
lì a stappare un Cabernet

Mentre Guido con il cuore
rime dedica alla Mole
Carlo Alberto sta a poetare
alla Cupola… papale

Poi Trilussa ed il Gozzano
a me chiedono una mano:
“Facce al brucio ‘na quartina
fatta all’uopo e colla rima!”

Io je dico: “Che ce vo’
magno rime ormai a gogò
co’ ‘sta rima nazionale
sarò ultra popolare:

la Torino collinare
sta a Gozzano e ai subalpini
come Roma capitale
sta a Trilussa… e ai rugantini”

Mi hanno subito adottato
la staffetta poi passato
e chiamandomi… “poeta”
han ripreso la pia meta

Questi “allegri” personaggi
dalli versi pure saggi
mi hanno messo tra i poeti
nella rosa degli esteti

Quanno poi me so’ sveiato
me sentivo frastornato
pure er foco ner camino
me pareva un pò ‘mbriachino

Con ‘sti versi scritti al volo
or vi chiedo un parer solo:
“Io che adesso sto tra loro
me lo merito… l’alloro?”

Danilo Torrito


I quattro massoni di Chieri, di Amedeo Pettenati. Un discorso, un restauro, un romanzo

Venerdì 10 settembre a Chieri, Amedeo Pettenati presenterà alle ore 18,30, presso la libreria Della Torre in via Vittorio Emanuele II, 34 a Chieri (To) il suo nuovo romanzo “I QUATTRO MASSONI DI CHIERI”.

In occasione della inaugurazione dei restauri della Cappella della Madonna delle Grazie, avvenuta in Chieri il 3 settembre, riportiamo il discorso dell’autore.

Alla presentazione in Duomo dei restauri alla settecentesca  Cappella della Madonna delle Grazie, patrona di Chieri, di Bernardo Vittone, l’architetto Simona Gallina ha confermato scientificamente quello che io ho detto  in biblioteca, ma ha potuto esprimere in chiesa che, secondo me, coerentemente vieta a un cattolico di iscriversi alla massoneria, certe tesi poco politically correct. Quello che ha detto è che la cappella ha una finestra a triangolo equilatero, un delta irradiante per la massoneria e per pianta un stella a sei punte, massonicamente il sigillo di Salomone, che si ottiene dall’intersezione di due triangoli equilateri. Unendo i vertici della stella si ottiene, poi, un esagono che è la figura geometrica alla base del pavimento e delle pareti della cappella. Perché Vittone l’ha fatto? Perché era un massone e voleva fare del bene alla città.

Come volevano fare del bene alle loro capitali l’architetto massone Christopher Wren, che dopo l’incendio di Londra del 1666,  progettò la disposizione della cattedrale di Saint Paul, in modo che il 3 aprile, il giorno della consacrazione del Tempio di Salomone quando sorgeva la lucente stella del mattino, dalla cupola della chiesa si vedesse in linea la Borsa di Londra ed essa formasse un triangolo con la Torre. Cosi come il massone George Washington, primo presidente degli Stati Uniti progettò il Campidoglio in modo che, il giorno della consacrazione del Tempio di Salomone, dalla sua cupola si vedesse in linea la Casa Bianca ed essa formasse un triangolo con la Torre di Londra.

Molte scene del mio romanzo sono ambientate nel convento dei gesuiti del Sant’Antonio tenendo conto della geomanzia massonica, che è la geometria applicata alla geografia: il tabernacolo accanto al sant’Antonio dove si riuniscono i nostri giovani massoni è addossato a nord del convento in una posizione che per la massoneria è quella dei profani e infatti i quattro non sono ancora completamente iniziati al Tempio. A est e a sud del secondo chiostro ci sono la foresteria “La cantina del convento”, collocata nei lati dove sorge la lucente stella del mattino che porta fortuna e a est di questa una banca dove, non a caso, è collocata la Borsa di Londra. A ovest, luogo della razionalità c’era la biblioteca dei novizi e ora c’è un condominio dove io ho abitato per una mezza dozzina di anni e dove ho messo un po’ di buon senso.

A parte questo simbolismo, il mio è un libro perfettamente aderente alla realtà storica settecentesca, dove si intrecciano le biografie dei nostri quattro intellettuali irregolari: il conte Radicati di Passerano, il professore universitario Bernardo Andrea Lama che insegnava eloquenza latina all’Università di Torino e viveva nel convento dei filippini di Chieri, e gli architetti Bernardo Antonio Vittone, venuti a Chieri al seguito del loro maestro Filippo Juvarra. Erano quattro personaggi in cerca di autore e di un luogo di incontro, Chieri appunto. L’intersecarsi delle loro personalità è la trama del libro.

Radicati è un personaggio che avevo già in mente per farne la voce narrante di un altro romanzo; approfondendolo ho incontrato la figura di Lama, entrambi liberi pensatori, con una cultura che si inseriva perfettamente nel filone newtoniano della massoneria speculativa di allora. Quando mi è stato proposto di scrivere un libro sulla Madonna delle Grazie, li ho associati ai due architetti con una cultura ermetica ed esoterica anch’essa riconducibile a un altro filone della massoneria del tempo.

La loro maturazione avviene nella stato sabaudo dove il duca Vittorio Amedeo II ha appena acquistato il titolo di re e si impegna in una riammodernamento dello stato per renderlo competitivo con le altre potenze europee, limitando le ingerenze della Chiesa nello Stato e riformando l’università e l’esercito. Ne è scaturito un viaggio che va fino alle radici della massoneria piemontese, nata proprio in seno all’esercito comprendente circa duemila emigrati irlandesi che, esiliati dalla loro isola, portarono la massoneria di oltremanica in Piemonte.

Siamo anche nel periodo della “crisi della coscienza europea” dalla quale scaturirà l’Illuminismo e i nostri intellettuali si impegnano in questa direzione, impegnandosi nel definire i nuovi concetti della divinità, della luce e della percezione visiva. E sullo sfondo si tratteggia la figure dell’illuminista Pietro Giannone, vittima dell’Inquisizione che morirà nella prigione della Cittadella torinese, altra costruzione sul sigillo di Salomone, e si intravede il genio massonico di Mozart in una Vienna conosciuta dal grande pittore Andrea Pozzo, gesuita che ha compiuto il suo noviziato nel convento Sant’Antonio.

Mozart è il prosecutore del filone esoterico della massoneria impersonato da Vittone e Galletto, basti ricordare “Il flauto magico”. Pietro Gainnone è un esempio del secondo lato della massoneria, quello newtoniano che porterà all’Enciclopedia, altra chiave di Salomone per interpretare tutto lo scibile umano.

Amedeo Pettenati

Luglio 2010 – una settimana di presentazioni

Giovedì 1° luglio, alle 20.00, presso Casamica in strada Martini, 16 a Pino Torinese (To) – Presentazione di “La piazza della zingara” di Riccardo Marchina.

————————

Venerdì 2 luglio, alle 21.00, presso il Bar “La Grotta Azzurra” a Pessinetto Fuori (To), in via Pessinetto Fuori, 8B – Presentazione di “Pur sempre vivendo” di Elisabetta Zanellato.

————————

Sabato 3 luglio, alle 18.00, negli spazi espositivi della galleria d’arte ViviArteViva in via Madonna delle Rose, 34 – Torino – Presentazione di “La mongolfiera lunatica e altri poemetti” di Postremo Vate.

————————

Lunedì 5 luglio, alle 18.00, presso la Sala Viglione, Palazzo Lascaris, via Alfieri, 15, a Torino, l’Associazione Immagine per il Piemonte e Neos Edizioni presentano degli Atti del Convegno:
FRA MARSINE E MERLETTI – Viaggio diplomatico a Plombières.

Saluti di: Alberto SINIGAGLIA, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte; Silvia RAMASSO, presidente NEOS Edizioni; Vittorio G. CARDINALI, presidente dell’Associazione Immagine per il Piemonte.

Interventi di: Roberto COALOA docente Università Statale di Milano, giornalista “Il Sole-24 Ore”; Roberto FAVERO, studioso di storia, presidente associazione culturale Costantino Nigra; Paolo E. FIORA di CENTOCROCI, docente incaricato in storia e teoria del restauro presso l’Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”; Barbara RONCHI della ROCCA, esperta di galateo e scrittrice

In collaborazione con il Consiglio Regionale del Piemonte.

Per chi ha immaginazione (contro la chiusura del M.A.O.) di Rossana Repetto

Per chi ha immaginazione.

Immaginatevi un ingresso un po’ severo, serio, ma antico ed elegante.

Poi immaginate di inoltrarvi in un piccolo giardino curioso, verde, fresco per un piccolo rivolo d’acqua che lo percorre e di sedervi all’ombra a sentire il chioccolio dell’acqua che scorre in mezzo ai sassi.

Se poi la vostra inventiva vi conduce oltre, vi trovate circondati da pezzi d’arte meravigliosi che arrivano da un oriente lontano, pieno di fascino e di mistero.

Bene, per provare queste esperienze non occorre l’immaginazione. Chi ha già visitato il M.A.O., il Museo d’Arti Orientali della nostra città, sa di che cosa parlo. Per qualità e numero dei pezzi esposti è il secondo d’Europa, dopo quello di Parigi, ma è un museo nuovo, che può ancora espandersi ed arricchirsi. E, con i suoi 280 visitatori al giorno, è ben più visitato del museo di Roma, l’unico altro nel suo genere.

Però, se volete ancora andarlo a vedere, affrettatevi: sembra che il museo sia destinato a chiudere perché non abbastanza produttivo in termini economici. Siamo in periodo di crisi, bisogna fare sacrifici.

Non vorrei ricadere nel solito, trito discorso che si potrebbe risparmiare sui compensi sontuosi che vengono erogati agli amici degli amici, o per progetti inutili, per idee faraoniche, ecc. ecc., perché sarebbe una predica ormai banalizzata e soprattutto inutile.

Ma c’è da stupirsi che la mannaia dei tagli debba ricadere su un istituzione stupenda, rara in Italia e in Europa, costruita con intelligenza e buon gusto, qualità così poco comuni in questi tempi.

Un monumento, un palazzo o un museo diventano un’attrazione anche turistica quando sono valorizzati e fatti conoscere anche attraverso i media. E diventano “produttivi”.

Se pensiamo al successo di pubblico che hanno ora il Museo Egizio o la reggia di Venaria, un tempo luoghi trascurati o frequentati quasi solo da studiosi e scolaresche deportate a forza, ci rendiamo conto di quale opportunità potrebbe essere privata Torino nel caso che davvero dovesse perdere anche la ricchezza e lo splendore del M.A.O.

Rossana Repetto


FACEBOOK – AMICI DI NEOS

Wikio - Top dei blog - Letteratura
Aggregatore rss
Blogstreet, dove il blog è di casa
pubbli_volario Illustrazione di Valeria Tomasi
ottobre: 2017
L M M G V S D
« Nov    
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031  
Creative Commons License
Tutti i contenuti di questo sito sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 3.0 Unported.

amicidineos@gmail.com

Questo è l'indirizzo e-mail a cui inviare brani, racconti, poesie, tutto ciò che volete appaia sul blog.

http://www.neosedizioni.it

Il sito della casa editrice. La NEOS EDIZIONI si occupa dal 1996 di autori e tematiche del territorio. Le sue tredici collane spaziano dalla narrativa e memorie femminili alle autobiografie, alle raccolte di poesie e al giallo. Una particolare attenzione è data ai libri illustrati per l'infanzia, alla storia, cultura e tradizioni del Piemonte, alle ricerche storiche, ai cataloghi d'arte e agli scatti di viaggio.