Archive for the 'Il suono della poesia' Category

15 ottobre 2010, Avigliana – Donne, poesia… e non solo!

M.O.V. (Moderne officine Valsusa) e Fabula Rasa, il 15 ottobre  alle  ore 21.00, in Via  Garibaldi 24, Avigliana, vi invitano a:

DONNE, POESIA… E NON SOLO!
Quattro poete presentano  le  raccolte  di liriche pubblicate dalla Neos Edizioni, mettendo in gioco ognuna anche  un altro talento, in  un serata in cui il linguaggio poetico  si integra con quello  dei  racconti  brevi, con  la prosa del romanzo, il linguaggio teatrale e quello della scultura  floreale.

Saranno presenti:
Elena  Gastaldi, poeta, autrice di racconti brevi, con la raccolta “Il respiro ti dirà il nome”
Patrizia Nicola, poeta, drammaturga, con la raccolta “In silenzio”
Marisa Porello, poeta, romanziera, con  la raccolta “La casa  della poeta”
Maria Cecilia Serafino, poeta  e scultrice  floreale, con la raccolta “Sei  petali di ali”.

Interverrà l’editore Silvia Ramasso.

Nello spazio  M.O.V. saranno esposte  sculture  floreali di M.C. Serafino, che  realizzerà una creazione anche durante la serata.

Letture  a cura  di Francesca Carnevali, attrice di Fabula Rasa  e MOV e  performance di Veronique Esteve, attrice di Messinscena, collaboratrice di Fabula Rasa.

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Pittura e poesia tra immagini e parole – Pinerolo, 10 settembre 2010

“Pittura e poesia tra immagini e parole”, questo il tema dell’incontro che ha visto fondersi in modo sorprendentemente naturale la lettura di poesie e la silenziosa ma incisiva armonia dei lavori di Maurizio Rinaudo nella sua galleria di Pinerolo.
I poeti presenti: Norma Bertalmio, Marina Flecchia e i poeti dello spazio artistico Myo-sotis, Danilo Torrito, Postremo Vate hanno dato la loro interpretazione a vari temi scelti: le stagioni, vedute di città, descrizioni della natura, “dipingendo” con le parole ciò che il pittore aveva descritto nei suoi lavori. Le analogie, le “combinazioni”, le coincidenze che sono scaturite da questa commistione di arti hanno sorpreso tutti, me per prima.
E’ stata una serata speciale in cui lo sguardo veniva attratto dai colori e dalle forme mentre la mente seguiva il cammino delle parole, guidata dall’interpretazione degli stessi poeti.

Al termine del piccolo rinfresco, Danilo Torrito ha letto “Serata tra poeti”, versi composti tempo fa e che in quel momento hanno trovato la perfetta collocazione. Una ulteriore dimostrazione che la creatività, nel suo vorticare e nel suo incedere a volte disordinato è in realtà sempre alla ricerca del luogo in cui mettere le sue radici e, immancabilmente, lo trova.
Nicoletta Fabrizio

sito del pittore Maurizio Rinaudo  http://mauriziorinaudo.it

sito del poeta Postremo Vate  http://www.postremovate.com

SERATA TRA POETI

Degustando un buon brachetto
stavo innanzi al caminetto
col mio solito blocchetto
pronto a scrivere un sonetto

Ad un tratto e mi par strano
vedo un’ombra sul divano
che sussurra in tono umano:
“Ciao Danilo… son Gozzano!”

Faccio un salto un pò più in là
forse il vino agisce già
ma chi ha detto ‘son Gozzano’
lo ripete e non invano

A ‘sto punto gli rispondo
per le rime… mentre grondo
e gli dico: “Sei Gozzano?
Danne prova con un brano”

Lui comincia a verseggiare
I Colloqui mi sciorina
a me sembra di sognare
riconosco la sua rima

D’improvviso un gran boato
che mi smorza pure il fiato
poi qualcuno forte bussa
annunciando: “So’ Trilussa!”

Scruto subito Gozzano
torinese assai nostrano
che mi dice piano piano:
“Chi ha invitato sto romano?”

Prendo i tempi… quelli giusti
e lo grido in un sol fiato:
“Sarai mica quel Salustri
dal cognome anagrammato?”

C’è gran quiete alla richiesta
poco dopo… la tempesta:
“C’hai azzeccato… so’ Salustri
so’ de Roma tra i più illustri”

Quel che accadde non lo so
fatto sta che dopo un pò
siam seduti tutti e tre
lì a stappare un Cabernet

Mentre Guido con il cuore
rime dedica alla Mole
Carlo Alberto sta a poetare
alla Cupola… papale

Poi Trilussa ed il Gozzano
a me chiedono una mano:
“Facce al brucio ‘na quartina
fatta all’uopo e colla rima!”

Io je dico: “Che ce vo’
magno rime ormai a gogò
co’ ‘sta rima nazionale
sarò ultra popolare:

la Torino collinare
sta a Gozzano e ai subalpini
come Roma capitale
sta a Trilussa… e ai rugantini”

Mi hanno subito adottato
la staffetta poi passato
e chiamandomi… “poeta”
han ripreso la pia meta

Questi “allegri” personaggi
dalli versi pure saggi
mi hanno messo tra i poeti
nella rosa degli esteti

Quanno poi me so’ sveiato
me sentivo frastornato
pure er foco ner camino
me pareva un pò ‘mbriachino

Con ‘sti versi scritti al volo
or vi chiedo un parer solo:
“Io che adesso sto tra loro
me lo merito… l’alloro?”

Danilo Torrito


VENDETTA di Sabina Porfido

Il corpo obeso
è offeso
senza tema di smentita
leggermente sovrappeso
avrebbe detto del suo peso e null’altro
offeso il peso, offeso il sovrappeso
e offeso l’obeso
offesa la bocca, carnosa e leggera
offesa la pancia
che non si sbilancia
sempre bianca e
offesa la coscia lunga e liscia
offesa l’unghia, che si sente leggera e colorata
dov’è il peso???
Voglio tagliarlo
diventare leggera leggiadra
invisibile piuma al vento
soffocarti di solletico
o dar corpo alla gravità
quella denominata g
ti peso
soppeso
e abuso di te
senza pietà
hai offeso il mio peso
o dolce mio peso
un beso
poi ancora un beso
per un lungo
giorno tempestoso
come vendetta mi aspetta…
e allora vedrai il mio peso
obeso e offeso
che beso…hahhaahh
che beso mi darai
e vivrai
offeso dal mio peso o dal mio beso
offeso
delizioso
carnoso
affettuoso
voluttuoso
senza senso il mio peso sarà.

Sabina Porfido (pubblicata sull’agenda Noitrè – 2010)

PROVA BIKINI di Danilo Torrito

PROVA BIKINI

Dietro l’angolo è l’estate
siete tutte già allertate
per la prova dei bikini
quegli audaci costumini

Il ricordo va all’atollo
che li mise un tempo ammollo
con i corpi ignudi e belli
liberati dagli orpelli

Collezioni di gran class
coi fiocchetti e con gli strass
colorati e luccicanti
che risvegliano anche i santi

Per la prova del bikini
si riducono spuntini
insalate e beveroni
poi la fanno da padroni

Si modellano le forme
lo si fa mentre di dorme
con le tute brucia chili
per trovar vite sottili

Giorni e giorni alla cyclette
per scolpire anche il culett
esercizi funzionali
per “segnare” i pettorali

Si assottigliano le cosce
e spariscono le angosce
si riducon le “fiancate”
nell’inverno arrotondate

Che fatica mie Signore
lo si fa per ore ed ore
per piacersi e per piacere
per guardarsi snelle e fiere

Buon lavoro a tutte quante
alla magra e all’abbondante
a chi poi lo indosserà
e a chi poi… lo toglierà!

Danilo Torrito


“L’orto… teatro” di Danilo Torrito

L’orto… teatro

“Siamo i pomi… quelli d’oro
lo cantiamo tutti in coro
siam nell’animo succosi
nelle forme anche curiosi”
D’improvviso un broccoletto
entra in scena e fa un balletto:
“Se continuo e fo… il furbetto
finirò in un buon pranzetto”
Con un fare un pò sornione
lento avanza un peperone:
“Sono buono in insalata
ancor più in peperonata”
Cade l’occhio sulle cime
delle classiche zucchine:
“Con il nostro giallo fiore
la pastella ha più sapore”
Con gli ortaggi sulla scena
mille idee per pranzo e cena
ma la frutta rigogliosa
non è certo inoperosa
Sopra i rami la ciliegia
un pò frivola si atteggia
e la fragola invidiosa
si rigonfia assai altezzosa
Tra di loro le albicocche
sembran dir: “…siam noi le cocche…”
mentre il fico si fa… viola
e la rabbia lo divora
Pere e mele in sintonia
son pervase di euforia:
“…se ci mangi notte e giorno
levi il medico di torno…”
Rosse gialle verdi o viola
sono gioia per la gola
l’allegria giammai si arresta
tutti i giorni… frutta fresca.

Danilo Torrito

immagine tratta dal sito: digitalbologna.com/PickledBeans.htm

PASQUA 2010: “Un uomo sulla croce” di Gemma Rota

Questa composizione, pubblicata tempo fa su L’Eco del Chisone, è l’augurio che Gemma Rota invia a tutti i lettori e gli autori Neos.

Un uomo sulla croce

Non potevo non vedere.
Ho cercato allora di riconoscere il volto
dell’uomo sulla croce.
Era il mio vicino inchiodato dall’indifferenza
e dalle umiliazioni.
E anche un altro che s’era smarrito
ed era trafitto dai suoi fantasmi.
Poi era la vecchia
cui la solitudine interiore, così antica,
aveva annullato la speranza.
Ed era il bambino che il cobalto e la chemioterapia,
nella malattia  dei linfonodi,
aveva trasformato e scontornato.
E un volto si sovrapponeva all’altro:
il nero sudafricano e la donna seviziata a morte.
Ma nelle dissolvenze della memoria
ho messo a fuoco il volto di chi invece sceglie,
per amore, di accettare. E subisce, volontario,
le ingiurie o l’olocausto. Per testimoniare.

Gemma Rota

immagine tratta dal sito

BIANCA di Patrizia Valpiani

Reincontrarsi dopo tanti anni!
Hai sollevato lo sguardo stupito, colore del mare
Con la stessa espressione incantata
Di quando, ragazza, parlavi d’amore.
Mi hai guardato, riconosciuto e sorriso
Con la stessa emozione che sembra euforia
Di quando, ragazza, affrontavi un esame.
Bianca, ricordi la terza liceo?
“Le tre grazie”, noi due con Michela
Sulla piccola auto che guidavi con grinta
Spigliata, sicura, padrona del mondo.
Tu, quella bella, la più corteggiata,
Fragile sotto una maschera e un trucco sapienti
Io, la tua amica di sempre più timida e schiva
Riservata, ma forse più forte, oltre casti rossori.
Il tempo, che troppo sbiadisce e cancella
È stato clemente con noi…
Reincontrarsi dopo tanti anni!
Tutt’e due temperate, più sagge
Due donne-bambine che han molto vissuto
Guardano avanti e non chinano il capo.
“Sei sempre la stessa”.
“Anche tu”.
Per noi, è proprio vero…
I giorni, le gioie e i dolori che mutano l’uomo
Son stati clementi con te:
Non ti han tolto lo sguardo stupito, colore del mare.

Patrizia Valpiani, dedicata ad un’amica ritrovata.


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