LA SETTIMA CAVERNA di Gianni Bosco

Già da alcune settimane, i lettori che hanno avuto modo di vivere, attraverso le parole dell’autore, la vicenda narrata nel romanzo, hanno espresso con entusiasmo i loro commenti sulla pagina di facebook dedicata a questo evento.

Un libro che narra di viaggi, ricerche, domande a cui trovare una risposta tra le sabbie del deserto e le vicende della storia recente che passano attraverso le riflessioni di due amici, pronti ad esplorare i territori, spesso sconosciuti, dell’anima.

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[…] Spinto da una insospettabile forza vagò per tutto il resto del giorno camminando dritto davanti a sé con quella sensazione che non lo abbandonava mai.
Poco prima del tramonto vide l’orizzonte di fronte a sé divenire più marcato: una linea spessa, più scura.
É il bordo della depressione! pensò. Quella sensazione che l’accompagnava ebbe un sussulto spingendolo a correre in quella direzione, ma le sue forze, fiaccate dalla sete vennero meno. Si lasciò cadere sulle ginocchia sul bordo di una spaccatura del terreno nella quale rotolò rimanendo supino sul fondo della cavità.
La luce incerta del crepuscolo, scivolando sui bordi, colmò d’ombra il solco nel quale giaceva. Il cielo che via via si andava tingendo d’un rosso cupo riportò alla sua mente il ricordo del vestito color cremisi che Irene indossava la prima volta che l’aveva vista. Chissà che reazione avrebbe ora nei suoi confronti, quella donna insensibile, dopo una tal prova d’amore!
Forse la sua era solo un’illusione, la follia di un cuore ottenebrato dai sentimenti che l’avevano reso incapace di distinguere il vero dall’immaginario, creando il paradosso di una realtà parallela non più governata dalla logica delle cose, ma dai desideri d’un cuore idealista e presuntuoso o forse soltanto imbecille. Come aveva fatto a cascarci, lui che aveva sorriso imbarazzato nell’immaginare zio Esperio con una bacinella da barbiere in testa, a cavallo d’un cammello, ad aggirarsi, come un anacronistico Don Chisciotte, per le lande di quell’atroce deserto nel quale ora si era perso, confuso con i sassi arsi per cercare un inverosimile tesoro che l’avrebbe ingraziato agli occhi della sua ignara Dulcinea?
Nel buio del suo nascondiglio, rise d’un riso amaro, senza suoni, al pensiero di esser lui, proprio lui il Cavaliere dalla triste figura, il Don Chisciotte disarcionato, senza armatura, denudato e vergognosamente esposto al ludibrio di quel cielo estraneo che gelido si incupiva su di lui.

Gianni Bosco

Immagine tratta dal sito: http://www.qattara.it/60-55%20INDICE.htm

Venerdì 24 settembre, alle ore 18.30, il libro di Gianni Bosco, LA SETTIMA CAVERNA è stato presentato a Torino per la prima volta, presso l’associazione API TORINO, via Pianezza, 123.

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