Archivio per dicembre 2009

NEOSAUGURI2010 – Auguri a tutti gli autori Neos

La sempre pronta e gentile collaborazione di Danilo Torrito, autore della raccolta di poesie “Passaggi”, che ha composto le rime di questo post, mi dà modo di inviare un augurio particolare, e in un certo senso personalizzato, a tutti gli autori Neos.

Ringrazio coloro che hanno contribuito a far crescere il blog fino a questo momento, coloro che hanno scritto, commentato, inviato immagini e suggerimenti.  Se il blog si è arricchito di sempre nuovi elementi, il merito è vostro.

Nicoletta

NEOSAUGURI2010

Messo lì tra i preferiti
tutti in ordine riuniti
ci sta pure Tipolito
Subalpina del Neosito

Bella e tipica famiglia
della mini editoria
che ha percorso molte miglia
con passione e con maestria

Quanti libri e quanti autori
sotto il segno degli onori
quante magiche serate
per le “cose” inaugurate

Con impegno e con gran spasso
si destreggia la Ramasso
la Silvietta gran “regista”
che ti accoglie e ti conquista

Sa vedere nell’autore
se c’è l’estro e pure il cuore
sa trovare il giusto look
per l’impresa di ogni book

E gli autori tanti assai
par novanta e più semmai
son di varia identità
donne uomini e… chissà

Ci son giovani studenti
giornalisti ed impiegati
professori ed insegnanti
e sapienti pensionati

Ci son medici e architetti
chi ha pseudonimi sospetti
sotto un marchio giovanile
che ha di certo un grande stile

Tante e varie le Collane
serie ludiche e un po’ strane
e ogni “veste” assai speciale
si fa certo ben notare

Nel coacervo degli schemi
“Scriver Donna” ha grandi temi
e soltanto in “Nero & Co”
il mistero fa il suo show

Ci son poi “Le nostre storie”
con biografiche memorie
lì vicino ad “Altre storie”
che raccontano neo gioie
C’è anche l’intima “Poesia”
col suo tocco di magia
“Arte” e gran “Fotografia”
dove regna l’armonia

Puoi “Educare divertendo”
raccontare… riflettendo
“Cucinare” a tutto tondo
con ricette dal gran mondo

Puoi scoprire “Le opinioni”
della nostra società
prender sagge decisioni
se il “BenEssere” ti va

Lì nell’ “Iter-Naturale”
ogni cosa è più speciale
e speciale è pure il cuore
di chi fa “Prova d’autore”

“Subalpina (giammai) mente”
sul Piemonte e la sua gente
popolani e illustri glorie
nella “Storia e (le) Memorie”

Ci son poi le “Varie” gesta
di chi è artista con la testa
di chi mostra il suo valor
di chi è artista con il cuor

Va in soffitta l’anno vecchio
ed è pronto già un bel secchio
con il ghiaccio e lo spumante
per un brindisi esaltante

L’anno nuovo è lì che aspetta
con la magica trombetta
che poi all’ora stabilita
segnerà la dipartita

In quell’attimo fuggente
il mio augurio tieni a mente
e ogni cosa in cui Neosperi
che con gioia poi si avveri

Danilo Torrito

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Il regalo

La barba bianca si alzava e si abbassava al ritmo regolare del respiro. La luce filtrava attraverso le aperture a cuore delle imposte e illuminava la coperta di lana rossa.
Il ticchettio della sveglia dominava la stanza. Poi lo squillo, improvviso, forte, travolgente.
Aprì gli occhi e se li strofinò, spense la sveglia. Era giunto il gran giorno. Anche questa volta provò un brivido nel pregustare la gioia di alzarsi in volo nel cielo.
Scese dal letto e lo sguardo gli cadde sulla pila di lettere ammucchiata sulla scrivania di fronte alla finestra. Aveva finito giusto in tempo di leggere le ultime richieste e di trasmettere le ordinazioni al laboratorio. La sera precedente il suo aiutante-capo aveva consegnato l’ultimo carico.
Sul ripiano di legno lucido restava solo una piccola busta chiusa. Come ho fatto a non notarla prima? Si chiese e l’aprì.

Caro Babbo Natale,
avrai davvero molto da fare ogni anno per accontentare tutti i bambini.
Per me non ti chiedo nulla, sono un bambino fortunato e ho tanti giochi. Però vorrei farti una domanda. Tu, cosa vorresti come regalo di Natale?
Ti mando un grosso bacio.
Mattia

Si grattò la barba perplesso, era una domanda che non si era mai posto. Già, che regalo avrebbe preferito?
Si sedette sulla sedia a dondolo, con il foglio in mano e iniziò a pensare agli anni della sua infanzia.
Come suo padre e il padre di suo padre prima di lui, aveva iniziato da piccolo a lavorare nel laboratorio, prima guardando gli artigiani, poi imparando da loro l’arte della fabbricazione dei giocattoli. Durante l’adolescenza si prendeva cura delle renne e trascorreva molto tempo nel deposito delle slitte per verificare che fossero in perfetto stato, riparava, sostituiva, tirava a lucido, non si fermava un momento.
Quando la barba iniziò a spuntare, fu la volta delle lezioni di volo, mesi e mesi di allenamento, prove di decollo e di atterraggio, studio delle mappe e delle rotte.
Erano trascorsi molti anni e il suo lavoro era diventato la sua vita. Lo amava e non chiedeva altro.
Ma tu, proprio tu, cosa vorresti? chiedeva Mattia. E lui non sapeva rispondere.
Cosa vorrei?  Vorrei… vorrei…
E un ricordo affiorò dal passato: sua madre lo teneva sulle ginocchia, seduta sul divano, aveva un libro aperto e leggeva ad alta voce. Lui era piccolo e guardava le figure. Era una storia che gli piaceva molto ma non ne ricordava la fine.
Vorrei un libro, si disse, vorrei tempo per sedermi sul divano e leggere la fine della storia.
Si alzò di scatto lasciando la sedia dondolare a lungo mentre dalla porta spalancata della camera da letto si udivano i suoi passi che facevano vibrare i gradini che conducevano al laboratorio.
Quella notte, le slitte fecero fatica a sollevarsi dal suolo, erano cariche oltre ogni limite, furono utilizzate tutte, anche quelle di riserva da sottoporre alla revisione annuale.

La mattina di Natale, Mattia trovò un pacchetto sotto l’albero. E un biglietto.

Caro Mattia,
la risposta alla tua domanda è nel pacchetto, questo è il mio regalo per te.
Babbo Natale

La mamma di Mattia si sedette sul divano, aprì il libro e iniziò, ad alta voce, a leggere.
Nello stesso momento, in tante altre case di tanti e tanti paesi del mondo, un papà o una mamma fecero la stessa cosa.
E tante e tante e tante altre persone si sedettero sorridendo con il libro contenuto nel pacchetto trovato vicino all’albero, lo aprirono e iniziarono a leggere.

Nicoletta

Buon Natale

Presepe allestito per il Natale 2009 a Piobesi Torinese,

opera di Valeria Tomasi.


Grazie, Valeria!

Auguri a tutti.

Nicoletta

Il nostro primo booktrailer: Delitti e provette

Questa domenica, la nostra Opinionista beffarda, Gianfranca Fra, cede il posto all’autrice del giallo “Delitti e provette” per la presentazione del suo booktrailer.

E’ il primo realizzato per un libro Neos Edizioni ed è stato inserito su Youtube e sul profilo di Facebook, Amici Di Neos.

I commenti di lettori, autori, visitatori saranno quanto mai graditi.

Anime fuse, di Rossana Repetto

Non tutti gli insegnanti-autori possono vantare una recensione da parte dei propri studenti.

Rossana Repetto, per il suo “Anime fuse”, ha il doppio vanto di recensione e intervista per il giornale della scuola presso la quale ha insegnato: il liceo Gino Segrè di Torino.

TOP SEGRÈT –  Giornale d’istituto del liceo “Gino Segrè” – ottobre-novembre 2009

Cosa spinge due ragazze ad abbandonare un tranquillo posto fisso per aprire un’agenzia matrimoniale? La domanda ha una risposta abbastanza scontata per la vulcanica Giovanna, intraprendente fino quasi all’incoscienza. Più problematica è per Amelia, calma e riflessiva in modo forse un po’ eccessivo ma animata da un sentimento protettivo nei confronti dell’amica che la spinge a seguirla in tutte le strampalate avventure in cui questa va a cacciarsi.
Sono queste le due protagoniste del romanzo di Rossana Repetto il cui titolo Anime Fuse (Neos edizioni) è il nome della neonata agenzia matrimoniale delle due amiche, al momento senza lo straccio di un cliente. Ed è proprio questa mancanza di profitti che dà l’avvio alla serie di avventure di questo breve romanzo che si inserisce bene nel filone del “noir” torinese.
La descrizione della nostra città è certo non banale, anche se rimane sullo sfondo, con tratti abbozzati. Tra bassifondi non ammantati da alcuna aura romantica, si possono fare butti incontri con personaggi dall’apparenza del tutto insospettabile: sono vecchi immigrati del sud e nuovi cittadini arabi e cinesi.
Non mancano nel romanzo i topoi del genere: il questurino fascinoso, l’inseguimento in auto per le vie della città, la sagra paesana dal nome buffo e la trama tipica del giallo con tanto di morto ammazzato e killer della mafia.

I personaggi a cui però più ci si appassiona sono loro, Giovanna e Amelia. Sono le protagoniste, con i loro caratteri antitetici, con le manie e le abitudini della piccola borghesia “normale”, con la loro carica di simpatia e di ingenuità ed il fisico non proprio da veline, a dare corpo e spirito al romanzo.
Alberto Conrotto & Caterina Durando, V D

Intervista con l’autrice

Leggere il romanzo della prof. Repetto è stata anche l’occasione per rivederla (anche se in questi anni è già venuta a trovarci… Non riesce a stare senza noi (Eh, eh, eh!!!) e per farle un’intervista.
Ecco il resoconto del nostro incontro.
Perchè ha ambientato proprio nella città di Torino il suo libro?
Perchè la conosco bene, la amo molto e ho cercato di fare una parodia delle grandi metropoli che si vedono nei telefilm americani, come C.S.I., nominando vie conosciute a tutti i torinesi.
In quale delle due protagoniste si rispecchia maggiormente?
Se devo essere sincera, mi rispecchio molto in entrambe. Così come loro si sono improvvisate investigatrici,
così io mi sono cimentata per la prima volta nello scrivere un libro.
In che occasioni scriveva e quanto tempo ha impiegato per la realizzazione del libro?
Lavoro come Virgilio, che dopo dieci versi smetteva di scrivere e passava intere giornate a correggerli.
Anche il mio è stato un lavoro lungo e pieno di continui perfezionamenti, tanto che anche dopo averlo stampato avrei avuto voglia di apportare ulteriori modifiche. Non avevo un momento preciso della giornata in cui scrivere, quando l’ispirazione arrivava bisognava prenderla al balzo e appuntarsela da qualche parte, anche se si fosse trattato di un tovagliolino di un bar.
Quando le è venuta l’idea di scrivere un libro e chi sono stati i suoi primi lettori?
L’idea è nata durante le vacanze che hanno preceduto la mia pensione. Sono stata proprio colta da un momento di euforia e devo ammettere che non è mancato il divertimento nello scrivere questo libro, anzi è stato proprio appassionante! I miei primi lettori sono stati mio marito e mio figlio: il primo sempre pronto a “fare le pulci” sull’aspetto linguistico, il secondo più critico sui contenuti…
Che tipo di società ha cercato di rappresentare?
Ho semplicemente descritto la realtà, la nostra realtà, quella di una società multietnica, a tratti tragica ma nel contempo comica e divertente, come per esempio la ragazza valdostana che balla la danza del ventre o il ristorante egiziano che fa le piadine.
Perché ha scelto proprio un’agenzia matrimoniale?
Perché le due protagoniste sono ragazze dagli orizzonti molto limitati e quindi ho scelto di legarle a qualcosa di molto tradizionale, di non legato al delitto, anzi opposto ad esso.
Riguardo a lei, che effetto le ha fatto ritornare al Segrè (anche solo per un’ intervista)?
Subito ho provato molta malinconia: ho trascorso qui dentro 27 anni della mia vita, si era creata un’abitudine che è difficile da perdere, tanto che appena sono entrata in aula professori stavo andando al mio cassetto!!!
Come occupa adesso il tempo?
Adesso sto tenendo un corso sul supernaturale e sulla magia. Inoltre collaboro con un’associazione culturale: mi occupo di visite in Torino. E’ una grande opportunità perché mi permette di approfondire le mie conoscenze della città. Infine, gestisco il sito “amici dell’arte e dell’antiquariato”.
Scriverebbe mai un libro ambientato nel mondo della scuola?
Non mi piacerebbe trattare sulla scuola perché l’argomento si farebbe troppo serio. È difficile scrivere sui giovani perché durante gli anni di insegnamento li ho conosciuti soprattutto nella loro dimensione scolastica e naturalmente meno nel loro privato.
Ultima domanda, cosa ne pensa della nuova redazione del giornalino?
Mi piace, è ben strutturato e le idee non mancano. Avendo curato per molti anni la realizzazione del Top Segrèt, capisco e apprezzo il grande impegno di coloro che ad esso si dedicano.

Caterina Durando & Alberto Conrotto, V D

http://www.liceoginosegre.it/Attivita/giornalino/edizioni/0910/1.pdf

Presentazione al Circolo dei Lettori – 18 dicembre

Venerdì 18 dicembre, alle 18,00, presso il Circolo dei Lettori, via Bogino 9 – Torino – Presentazione di “Piume d’angelo” di Roberto Bruciapaglia e  “L’uovo di Colombo” di Nicola Lollino (Carta e Penna editore).

Opinionista beffarda. Provvisoriamente (parte II)

(parte I – 6 dicembre)

Al terzo anno incominceranno a sentire una subliminale sensazione di panico: oddio, stanno per scadere i tre anni, dobbiamo già finire qui, in fondo stiamo bene, ci amiamo davvero, non posso pensare di vivere senza lei/lui, tiriamo alle lunghe, chiediamo una proroga triennale.

Un po’ burocratica come soluzione, ma dà un po’ di respiro ai coniugi, i quali insieme stanno così bene.
Ottenuta la proroga, che se non richiesta ufficialmente va poi condonata con ulteriori domande e carte bollate, i due pensano alla prole.
In tre anni almeno uno, due, se vengono subito.
Detto fatto.
La casa si allieta per la presenza dei frugoletti, anzi, casomai viene pure cambiata con una più grande, acceso il mutuo, ma già al momento delle firme in banca, al vedere il termine “ventennale” i due vengono ripresi dal panico!
Il secondo triennio sta per scadere, accidenti e noi ci siamo impegolati nel mutuo, bisognerà chiedere un’altra proroga.
E fanno altri tre anni, belli e felici, con la spada di Damocle della solita scadenza ma con tante belle cose da condividere, attimi fuggenti da cogliere, del doman non c’è certezza!
I primi giorni di scuola materna, le recite di Natale, chissà se vedremo insieme il primo giorno di scuola, cerchiamo di farcela, sarebbe così triste non potersi stringere furtivamente la mano mentre, con gli occhi appannati dalle lacrime, guardiamo il sangue del nostro sangue che entra nella fossa dei leoni, cioè la classe tutta bella colorata, festoni e palloncini, altro che quando ci siamo andati noi!
Ce la fanno e si vogliono sempre bene, anche se qualche volta qualche discussione sui problemi della quotidianità scuote un po’ le certezze di sempre: speriamo di non averlo/a fatto arrabbiare troppo, e se poi tra un anno non mi propone più la proroga?
Slanci e ardori celebrano la pace riconquistata, piccoli pensieri celebrativi vengono introdotti dai due per festeggiare ogni triennio vissuto insieme.
San Valentino gli fa un baffo!
Scadenza dopo scadenza gli anni passano e la coppia può definirsi solida.
Già, gli anni passano e la provvisorietà di cui l’unione aveva goduto sta per scadere: è giunta l’ora di dare una sistemazione al nucleo, definirlo nella sua struttura intrinseca, celebrarne la seria e consapevole tendenza all’eternità.
Alcuni non vogliono cambiare un trantran che andava così bene e firmano per una continuazione del sistema “a proroghe”. Fino alla morte di uno dei due. Ecco il sistema per giungere a festeggiare le nozze d’oro.
Altri, con i figli all’università, i genitori anziani e acciaccati, compaiono davanti all’ufficiale di stato civile per definire il nuovo status di coppia perenne.
Firme, libretto di certificazione da aggiornare comunque annualmente, come le caldaie.
Carte bollate.
Mazzetto di fiori per lei, pranzetto leggero a due in una nota enoteca di tendenza.
Ma proprio quella sera, appena terminati i festeggiamenti, una sottile inquietudine si impadronisce dei due, specie di lui.
Questa nuova definizione del tempo di durata, come avrebbe dovuto essere fin dall’inizio, finalmente “finché morte non vi separi”, gli mette i brividi: non si sente preparato, non sono maturo per la responsabilità, lei merita di meglio e via col solito, antico e furbissimo repertorio di chi si vuole sganciare.
E poco tempo dopo fugge con la giovane segretaria per ritrovare un po’ se stesso.

Finale 1)
Lei incontra un antico collega che aveva scelto la formula “Per sempre fin da subito” e aveva divorziato dopo due anni.
Confrontano le proprie esperienze, soli, in un non più fumoso pub dove vorrebbero soprattutto fumare e bere alla moda di Humprey Bogart, constatando la caducità delle umane cose.
“Sai – dice uno dei due, tremando per il freddo mentre tira spasmodicamente la sua Marlboro. –  Uno pensa di aver fatto le scelte definitive e invece scopre che nella vita è tutto provvisorio!”.

Finale 2)
Provvisoriamente, poi vedremo.

Gianfranca Fra, autrice di: Delitti e provette


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