La Stampa – Lettere al direttore – sabato 21-11-09

http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=273

COMPITI A CASA

Dopo le sentenze che riguardano la rimozione dei crocefissi dai luoghi pubblici e l’abolizione dei compiti a casa, sento l’obbligo morale di fare outing. È un gesto di grande attualità che forse potrebbe valermi qualche frammento di fama che non ho avuto come scienziata.

Sono stata una pessima madre. Malgrado il grande impegno profuso, avrei meritato qualche denuncia per mobbing nei confronti delle mie creature, almeno una telefonata a telefono azzurro. Sì, infatti, non solo li ho costretti sempre, affiancandoli crudelmente per controllare, a fare tutti i compiti assegnati, vacanze nelle isole comprese, ma ho pure inflitto (invece di lasciarli nella loro cameretta a giocare espletando la loro creatività), lezioni settimanali di pianoforte. Li ho fatti esibire con ridicola giacchetta, camicina e mocassini, su di un palco per il saggio di fine anno, corredandoli di mazzo di fiori per la maestra. Quando hanno incominciato a uscire la sera per le classiche feste discotecare, cui non ho potuto dire di no, aspettavo il loro ritorno per effettuare, con la scusa del bacio della buona notte, un controllo-fumi olfattivo. Mai mi sono lanciata in crociate contro qualche docente malvagio che li costringeva a imparare a memoria “La vergine cuccia”, anzi, mi sono macchiata della colpa di avere scritto qualche lettera di solidarietà al prof in situazioni di tensioni tra corpo insegnante e famiglie.

Altro che citare il Cristo appeso per mobbing nei confronti del sensibile figlio, altro che ottenere un divieto-compiti a livello nazionale. Non ho avuto voglia, pelandrona, di intraprendere il lungo e spinoso cammino legale, lettere, citazioni, e tutto quanto concerne un processo. Sono stata una fannullona, e se ci fosse stato un Ministro Brunetta per gli affari di famiglia, mi avrebbe licenziata in tronco.

Gianfranca Fra, autrice di: Delitti e provette

6 Responses to “La Stampa – Lettere al direttore – sabato 21-11-09”


  1. 1 silvia maria ramasso 22 novembre 2009 alle 20:41

    Cara carissima opinionista, al di là dei dovuti sentitissimi comlimenti per la pubblicazione (siamo già a ben tre articoli!) come non apprezzare e sottoscrivere la tua “pigrizia materna”!?
    Tante ce ne fossero di mamme pelandrone come te… forse non saremmo così mal piazzati nella classifica comunitaria che vede i nostri piccoli eroi assai assai indietro fra le nazioni occidentali nella comprensione dei testi scritti e nella risoluzione di matematici elementari problemi. Forse bisognerà fare una campagna per sostenere i saggi di pianoforte e i certamen latinistici di liceale memoria. Forse bisognerà solo augurarci che tanti genitori si limitino a fare i loro mestieri e lascino agli insegnanti, più o meno capaci, di fare il loro, qualsiasi cosa ci sia appeso nelle aule.
    S.R.

  2. 2 Barbara 25 novembre 2009 alle 11:58

    Io credo che questo estremo difendere i nostri cuccioli sia fuori natura.
    Cresceranno e dovranno affrontare il mondo, è importante che siano pronti, formati, in grado di resistere a quella splendida ed insieme orrorifica avventura che è la vita.

    Se poi vogliamo spendere qualche parola sull’abolizione della memoria allora entriamo in un campo minato.
    Al giorno d’oggi non abbiamo bisogno della memoria, internet trova qualunque riferimento ci serva, il palmare ci ricorda numeri di telefono, appuntamenti e compleanni (anche il nostro, metti mai che ce ne dimentichiamo), ma la storia… chi la ricorda?

    Se non conserviamo memoria di ciò che l’uomo ha vissuto fino a qui, come potremo andare avanti senza ripetere tragici errori?

  3. 3 Daniela Lovera 25 novembre 2009 alle 15:55

    A noi ‘mamme-chiocce di Italia’ dedico un brano dalla lettera che ho scritto a mia figlia per il suo compleanno, un mese prima circa del suo matrimonio; mia convinzione profonda è quella di trasmettere la nostra autenticità ai figli, per tenerli il più lontano possibile dall’apparenza. Lasciare nelle loro mani un pezzo autentico della nostra storia di donne è già una buona fetta di eredità, forse quella di maggior valore.
    Nonostante tutto nessuna di noi risulterà perfetta agli occhi dei propri figli, credo che Madre Natura desideri proprio questo, per loro e per noi.

    “..la vita è la vita, tutto quì, non risparmia e non nega nulla a nessuno, semplicemente perché la vita è nelle nostre mani in ogni attimo, la scriviamo noi per noi, non può farlo nessun altro al posto nostro. Scriviamo guidati da un’Intelligenza Superiore, sulla quale credo sia bene non interrogarsi più di tanto. Se scriviamo in accordo con Lei la vita si incammina sulla via migliore, e questo non sta a significare che sia quella più semplice, di sicuro quella più intensa: c’è un momento per il travaglio, uno per il calvario e un altro per la gioia, c’è l’amore ed alcuni lassi di tempo sono di completa spensieratezza, poi, nel tragitto di vita, c’è la tribolazione, la morte di alcune parti di noi, ci sono attimi di calma, di illusione transitoria, fino a periodi di raccolta, di fruttuosa vendemmia come quello di questo 2009, splendido per te e per me. Non potrebbe essere diversamente perché, per una mamma il matrimonio della figlia è come un secondo matrimonio per se stessa, un matrimonio di pace con l’esistenza tutta e, per una figlia, la rinascita della mamma è come un alleggerimento di cuore, una sorta di sganciamento di zavorra per poter spiccare il volo in totale libertà…”

    Ovviamente il letterone che si è trovato mia figlia fra le mani, la sera del suo compleanno, era composto di alcuni fogli, quanto amore ora che stavo per lasciarla andare alla vita con il suo futuro marito, mamma mia quanta nostalgia fra quelle parole che la abbracciavano per l’ennesima volta!
    ‘Zitto cuore, lasciala andare, la sua vita è della vita e non è tua!’. Un fremito al cuore e l’ho lasciata andare…

    Un forte abbraccio a tutte le mamme che soffocano d’amore i loro figli.
    Daniela Lovera

  4. 4 Nicoletta 25 novembre 2009 alle 17:50

    Ai miei tempi (ora ho i titoli per pronunciare queste parole) la frase “L’ha detto la maestra” aveva il peso di una sentenza e metteva a tacere ogni dubbio.
    Adesso i genitori non accettano i giudizi negativi espressi in merito al rendimento scolastico o al comportamento dei loro figli e sono pronti a protestare, denunciare, a volte si spingono anche all’aggressione verbale o fisica nei confronti dei docenti.
    Coloro che hanno figli in età scolare devono comprendere che non è facendo i compiti insieme al bambino che si dimostra di essere genitori migliori.
    E’ difficile, me ne rendo conto, così come è difficile, superata l’adolescenza, lasciare che i figli facciano, sbaglino e aspettare, senza agitarsi troppo, che da soli riparino ai loro sbagli. La tentazione di sostituirsi è forte ma bisogna vincerla, per il loro bene. Essere genitori è anche sopportare i propri sensi di colpa per “non aver fatto abbastanza”. I nostri figli soffriranno ma cresceranno, dobbiamo fare in questo modo per renderli uomini e donne, e non eterni bambini.

  5. 5 Gianfranca Fra 26 novembre 2009 alle 09:29

    Ogni tanto una partecipazione responsabile del genitore allo svolgimento dei compiti puo’ essere preziosa al fine dell’apprendimento, ma che sia limitata e non sostitutiva.
    La tendenza a farsi fare i compiti dai grandi e’ sempre esistita, troppo comodo ricorrere ad un fratelo maggiore per una frase di latino contorta e incomprensibile.
    Il portare compiti sbagliati e’ vissuto come una colpa e soprattutto una vergogna, mentre dovrebbe essere uno spunto di approfondimento.
    Togliamo allora il senso di vergogna.
    Ma anche qui bisogna combattere con l’orgoglio del genitore che non sopporta che SUO FIGLIO possa essere considerato scarso.
    E torniamo all’esigenza della “perfezione del figlio”!

  6. 6 Daniela Lovera 26 novembre 2009 alle 13:57

    Sì, funziona così se intendiamo il figlio come prolungamento di noi stessi, diventa tutta un’altra cosa se pensiamo a lui come ad un individuo in crescita, che non è di nostra proprietà nè tantomeno una nostra proiezione.
    Il percorso di un genitore è da compiere ai bordi della strada, nell’osservare il figlio camminare, facendo di tutto per parargli i colpi della vita ma non troppo, non tutti, non sempre.
    Il percorso di una mamma chioccia o di un super papà orgoglioso, si deve limitare all’osservazione attenta e presente ma non deve superare il limite, non deve varcare il confine fra le proprie vite e quelle dei figli…
    E’ facile a dirsi vero? Molto più difficile da attuare ed in effetti dovremmo trovare in noi genitori quella piccola dose di umiltà che ci fa dire che per certe cose non si è nati “imparati” ed allora ci si sperimenta, ci si mette in gioco ed a volte ci si arrende anche alla saggezza dei nostri pargoli!
    Che bello scoprire con il tempo che la scelta che compiamo la facciamo alla nascita, che bello constatare che nulla accade per caso e che quei genitori, scelti da noi stessi molti anni fa, hanno funzionato così come noi stessi, scelti dai nostri figli presso il Mercato Universale dei Genitori, stiamo funzionando per loro; che bello intravedere il disegno nel quale siamo tutti quanti, semplicemente, gli uni gli allenatori degli altri!
    Penso che valga la pena ringraziare la vita ogni giorno per questa preziosa opportunità.
    Unica la sensazione di staccarsi di dosso quell’aura di perfezione e smetterla di pretenderla dai nostri figli!
    Ricordo un commento sofferto di mia figlia quando ribadì che si sentiva in ansia per dover confermare a me stessa (sempre preteso molto da lei) il bel voto a scuola, dalle elementari fino all’università; che bello riscoprirmi molto più vicina a lei la volta in cui il voto preso fu pessimo e la sua limpida onestà nel dichiararlo fu da me accolta e amata più di ogni altro voto! La sua imperfezione andò ad agganciare la mia, quando negli anni ’70 di epoca paleozoica (per dirla a modo suo),abbandonai gli studi per amore e lavoro!
    Grandissimo errore il mio, rimediato a stento negli anni a venire e colorato di gioia dalle due lauree che invece si è portata a casa lei, l’unica figlia che ho e che mi fa da banco di prova come pochissime altre persone al mondo…
    Non si scherza ragazzi, i figli ci testano ed è giusto che sia così, smettiamola di immaginarli perfetti, sarà più facile accettare noi stessi!


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...




FACEBOOK – AMICI DI NEOS

Wikio - Top dei blog - Letteratura
Aggregatore rss
Blogstreet, dove il blog è di casa
pubbli_volario Illustrazione di Valeria Tomasi
novembre: 2009
L M M G V S D
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30  
Creative Commons License
Tutti i contenuti di questo sito sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 3.0 Unported.

amicidineos@gmail.com

Questo è l'indirizzo e-mail a cui inviare brani, racconti, poesie, tutto ciò che volete appaia sul blog.

http://www.neosedizioni.it

Il sito della casa editrice. La NEOS EDIZIONI si occupa dal 1996 di autori e tematiche del territorio. Le sue tredici collane spaziano dalla narrativa e memorie femminili alle autobiografie, alle raccolte di poesie e al giallo. Una particolare attenzione è data ai libri illustrati per l'infanzia, alla storia, cultura e tradizioni del Piemonte, alle ricerche storiche, ai cataloghi d'arte e agli scatti di viaggio.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: