Archivio per ottobre 2009

L’educazione dell’umano

MANUALE MINIMO DI SOPRAVVIVENZA PER CANI

Scelta, allevamento e educazione dell’umano


I – Razze e tipi

Lo so che non è facile, perché le prime volte che li vedete vi sembrano tutti uguali, e poi voi siete così giovani.  Ma proprio per questo il presente manuale intende venirvi in aiuto per scegliere bene. Qualcuno dice che è questione di razza: tutte storie, credetemi. Non è la razza che conta. E’ come li educate.

Naturalmente contano anche le differenze individuali. Eccome se contano!

Vi farò qualche esempio a titolo di dimostrazione: fatene tesoro quando sceglierete il vostro umano.

A proposito, loro amano chiamarsi padroni. Non fateci caso: è una loro innocua debolezza che solo in rari casi può rivelarsi fastidiosa. Comunque ne riparleremo.

Umano n.1: La single impellicciata e ingioiellata. In genere non è più giovanissima e se dotata di folta pelliccia potete giurare che difficilmente sarà quel tipo di umano che vi sfiancherà con corse, jogging e altre debolezze del genere, a cui talvolta si abbandonano gli umani.

Il rischio semmai è l’opposto, cioè che ami svenevolezze e frivolezze  insopportabili, tipo farvi ciuffetti con i fiocchi sulla testa, cercare di portarvi in braccio come fanno spesso gli umani con i loro cuccioli, tentare di scambiare con voi coccole e altre melensaggini di questo tipo.

Questo tipo umano non fa per voi,  a meno che siate il genere di cane un po’ bavoso, di stazza robusta  e, destinato, crescendo, a superare i sessanta chili. In tal caso sarà la vostra stessa conformazione fisica a difendervi da  questi pericoli, però potrebbe capitare che sia l’umano a non interessarsi a voi.

Umano n.2:  I superdinamici, lo sportivone, la fanatica del peso forma. Attenti a questi tipi. Possono essere molto pericolosi. Prima di tutto per l’alimentazione: essi amano cibi macrobiotici, vegetariani, biologici e altre insipidezze di cibarie che chiamano “sane”. Con loro non c’è possibilità di rimediare qualche bel pezzo di frittura, di formaggio piccante, di dolci a base di creme che rendono la vita degna di essere vissuta.

Il secondo pericolo è quello che loro chiamano “attività fisica”: potrebbe infatti capitare che tutti i giorni, cerchino di coinvolgervi in inutili quanto  faticose marce o addirittura, nei casi più gravi,  corse per i parchi cittadini. Sono molto difficili da educare, ma, se vi è capitato un umano di questo tipo non perdete la speranza: vi darò comunque più avanti qualche consiglio per  riuscire a difendervi o almeno a convivere con questo fastidioso difetto.

Rossana Repetto, autrice di “Anime fuse”


(continua)

Indis

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Convegno LA CITTA’ DELLE DONNE – Rivoli

CONTRIBUTO FEMMINILE ALLE NUOVE POLITICHE CULTURALI ED ALLA PROMOZIONE DELLA CITTA’ che si terrà martedì  3 novembre 2009 dalle 17.00 alle 19,00 presso la Biblioteca Civica di Rivoli – Corso Susa, 132.

Una iniziativa per lo sviluppo culturale del territorio, rivolta alle donne,  alla quale la Neos Edizioni parteciperà in prima persona.

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Immagine tratta dal sito http://www.comune.rivoli.to.it/

Cara Sofia, ti spedirò le doglie dieci a dieci, di liuckart@libero.it

cara_sofiaUn venerdì sera di un anno che non è dato sapere, un anziano signore regala ad un giovanotto l’imprevisto di una singolare narrazione. Sofia diventa, suo malgrado, la destinataria del carteggio inerente l’intreccio delle vicende nate in quella occasione… Caterina era piccola, ma quando apriva gli occhi e lo fissava, era davvero più grande di lui. In lei scorreva un qualcosa che, per una serie di difficoltà reali, non si poteva comunicare: non si trattava di attrazione, impossibile tra loro seppur lui maschio e lei femmina, non era una questione di parole perché lei non le pronunciava e lui ne rimaneva muto, e non era nemmeno un legame affettivo scaturito dalla vicinanza di geni. Doveva essere un allenamento però, perché lei apriva gli occhi per qualche mezz’ora all’inizio della loro conoscenza e dopo qualche sorriso, nel quale si esercitavano rispettando uno i tempi dell’altra, li richiudeva e faceva la nanna tra le sue braccia, pervadendolo di un calore ed una pace che non avevano eguali. Nemmeno una  madre avrebbe potuto, perché ne era coinvolta. L’avrebbe di fatto partorita abituandosi a sentirla sua e nello scorgerla come altro da sé avrebbe dovuto sottostare alle sofferenze che i più attribuiscono al parto. Eppure ogni madre, in cuor suo, pur negandoselo, sa che alcune afflizioni trattano di un altro dolore: quello della creazione, quello della concreazione, quello del partecipare ad un mistero che coinvolge tutti i sensi e i corpi dell’anima…

Tratto da “Impegno per una vita migliore” aprile-maggio-giugno 2009

Tre eventi di rilievo

Sabato 31 ottobre, ore 16.30, presso la Galleria d’Arte Moderna, Via Magenta, 31 – Torino – Premio nazionale di arti letterarie – VI edizione – Premiazione.

premio foto

Venerdì 6 novembre,  ore 21, presso l’Auditorium della Scuola media, via S.Anna 45 – Balangero (To) – Presentazione di “INASPETTATAMENTE PROF!” di Gigliola Magnetti.
Presentazione a cura di Elide GRILLO, Assessore alla Cultura del Comune di Balangero.

Interventi di Daniela Della Casa, poetessa, Fedrico Furfaro, direttore del C.I.A.C. di Ciriè, Andrea Tibaldeschi, componente del Circolo Culturale di Balangero.

Un taglio nuovo rispetto ad altri libri che hanno come argomento o come sfondo la scuola: c’è in mezzo l’autobiografia, ci sono le osservazioni sugli adolescenti a paragone con il proprio figlio, c’è la maternità.
Margherita Oggero

magnetti prof

Sabato 7 novembre, ore 15.30, presso il salone del Dopolavoro Ferroviario – Via Sacchi, 63 – Torino – Consegna agli studenti delle borse di studio 2009. La Neos sarà presente con le sue pubblicazioni.

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Opinionista beffarda. Nostalgie

Ci devono essere momenti che si vivono e si fissano nel nostro animo in modo indelebile.
Eppure non sono fatti importanti, sono solo sensazioni che tornano quando si passa per un determinato posto, dove queste sensazioni sono nate in noi per la prima volta.

Un giorno, per caso, passiamo davanti all’asilo, alle scuole elementari; vediamo mamme e bambini sconosciuti e adesso che i figli vanno da soli si vorrebbe ritrovarsi ancora una volta davanti a quel cancello aspettandoli. Dopo il subitaneo sollievo di sentirsi affrancati da quella incombenza quotidiana, il fatto che sia ormai finita per sempre, lontana, ci dispiace.
Ci sembra che saremmo più attenti di un tempo al momento che vivevamo: alle loro faccette che ci guardavano di sotto in su, per il bacio (adesso si chinano, e parecchio!) che avremmo voglia di camminare adagio, e non strattonarli per la fretta di arrivare al prossimo impegno, chiacchierare con loro, e nel ricordare questo evento, che un tempo era quotidiano, riversiamo tutta la nostra tristezza per il tempo che passa.
Vorremmo tornare a casa e sederci tranquillamente con loro sul divano del salotto a riguardare la puntata di D’Artagnan. Il solo ripensare alla canzone della colonna sonora ci fa venire i lucciconi!
In primavera, poi, c’è sempre una giornata in cui viene in mente il “saggio” di pianoforte, di danza, tutte cose smesse, lontane. Capita quando si  passa davanti alla palestra o al teatrino sul cui palco orde di bambini massacravano tutti gli anni gli stessi pezzi: marcia alla turca, papillons, per Elisa, qualche valzer di Chopin, sul vecchio pianoforte un po’ scordato, dal suono metallico…
Si comperava il mazzetto di fiori per la maestra, si usciva dopo che tutti avevano suonato (Che barba! Che fatica tener fermi tutti quei piccoli!).
Vestiti in modo inusuale (qualche mamma aveva una giacchetta per l’occasione), si usciva nel pomeriggio ancora luminoso e si andava a mangiare il gelato.
Però, era bello!

Le nostre nostalgie ci portano a ricordare con loro, per vedere se, come noi, hanno amato quei momenti, o quei lontani viaggi in macchina giocando a “lui e lei”, “è arrivato un bastimento…” tanto per non sentire la noia, la sete, mentre si guardava quando c’era il primo autogrill.
Immagini sepolte tornano come dei flash: mentre guardiamo “Io non ho paura”  rivediamo i campi di grano dorato della Calabria, lungo quella interminabile autostrada verso la Sicilia, quando, arrivati al traghetto, ci sentivamo ormai a casa.
Le memorie si dipanano e allora da lì saltiamo a quella volta di Montepulciano dove non immaginavamo la “festa delle botti” in costume e ci eravamo incantati lungo le stradine strette, dietro quelli del posto, tifosi urlanti. Alla macchina rossa, la prima comperata dopo la nascita dei bambini e andata a ritirare con loro tutti eccitati.
E’ un po’ come guardare un album di fotografie stampato nella nostra memoria, senza pagine e senza cronologia, sono le emozioni che si richiamano l’un l’altra e ci ricordano quanto siamo stati bene.

Gianfranca Fra, autrice di: Delitti e provette

Da una “infiltrata” molto speciale

Riportiamo, per dovere di cronaca, la seguente comunicazione pervenutaci in modo piuttosto misterioso. Era contenuta in una busta sigillata, inserita tra pagine di una copia dall’aria “vissuta” del libro di Rossana Repetto, “Anime fuse”, di recente pubblicazione.

Lunedì 12 ottobre
Caro Diario,
è il colmo! Che cos’è successo, mi chiedi? Tu ti ricordi la storia del delitto Lo Priore, le indagini che abbiamo fatto io e Amelia… Beh, sarebbe meglio dire che ho fatto io, cercando di trascinarmi dietro Amelia che faceva ostruzionismo, come sempre. Bene. Ti ho raccontato del ritrovamento del cadavere, delle investigazioni, dei tipi balordi che abbiamo incrociato, delle nostre perlustrazioni nei bassifondi, dei guai che abbiamo passato con l’inseguimento e tutto il resto.
Beh, a me tutto questo mi sembra una cosa abbastanza seria no? Ecco, invece ci hanno scritto su una cosa da ridere. Una tal Rossana Repetto si è messa lì e ha raccontato tutti i fatti nostri, ma a modo suo, s’intende. Come abbia fatto a sapere la storia non lo so: ho idea che gliel’abbia raccontata Giada. Sì, che la conosci, è la sciampista appassionata di delitti, quella che li segue tutti in tv e non se n’è perso uno. Sospetto di quella lì, perché in quel romanzino da quattro soldi ci si è fatta mettere pure lei che non c’entra niente.
Comunque sappi che in quel libro io e Amelia ci facciamo la figura delle sceme. Amelia… Va be’, ma ci ho fatto una figuraccia pure io!
Ah, lo sapevi? Ma forse non sai che giovedì 8 ottobre hanno fatto una presentazione ufficiale alla sede della banca Mediolanum: un posto niente male, te lo dico io. E c’era pure un sacco di gente. Come faccio a saperlo? Beh, un’amica me lo aveva detto ed io mi ci sono intrufolata… Non ero invitata? E allora? Non era mica un incontro riservato. E poi riguardava anche me, se non ti dispiace! Amelia non è voluta venire. Sai com’è fatta, no? E poi se ci scoprono… se capiscono che siamo noi…? Se fosse venuta avremmo potuto dire la nostra, far vedere che cosa siamo per davvero. Potevo farlo io da sola, dici? Oh, ma insomma, Diario, da che parte stai?
Comunque, mentre quella tal cosiddetta autrice si pavoneggiava come una gallina davanti ai suoi amici, una bionda un po’ riccia che sembrava in combutta si mette a leggere qualche passo del libro. Ho chiesto alla mia vicina chi era la tizia: Silvia Ramasso, l’editrice, mi ha detto. Capisci perché era in combutta? Io, con il mio fiuto da investigatrice, l’ ho capito subito. Quello che mi ha fatto più rabbia è che ha letto in maniera che noi sembravamo ancora più sceme, e il pubblico sghignazzava divertito. Che figura, caro Diario. Avrei voluto sprofondare. Meno male che ero lì in incognito!
Poi, finita quella manfrina, si sono buttati tutti sul rinfresco a ingozzarsi come pitoni, Sì, ho assaggiato qualche cosa anch’io, sai com’è, quando sei arrabbiata ti viene la fame nervosa.
La linea? Caro Diario, finiscila con ‘sta storia della linea! Non sono mica grassa. Appena un po’ rotondetta. Alla linea ci penserò domani.
Anzi, guarda, mi hai fatto arrabbiare: dovrò andare a vedere in frigo se c’è rimasto ancora qualcosa dei salatini che mi sono portata a casa giovedì. Sai, era avanzata tanta roba, che era un peccato sprecarla…
Buona notte, caro Diario, e impara a farti un po’ i fatti tuoi e finiscila di ficcare il naso nei miei.
La tua, nonostante tutto, affezionatissima
Giovanna

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CRONO-INEDITI

logo_neosIn questi giorni, il comitato editoriale sta leggendo i manoscritti dal n.  44 al n. 50.


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