Archivio per 7 giugno 2009

Opinionista beffarda. La riga vuota

La domenica, giorno (volendo) di relax e riflessioni, il nostro blog ospita le “opinioni” di Gianfranca Fra: considerazioni tra il serio e l’ironico.
Al giorno d’oggi va sempre più di moda la professione di Opinionista; ne sono pieni i “parterre” di qualunque trasmissione televisiva e persino un insulso giovanotto vincitore di un reality ha annunciato che il sogno della vita sua è quello di diventare Opinionista.
La simpatica, vispa signora che aveva raccolto le proprie esperienze in un libercolo intitolato “Il bambino stimolato” al fine di attirare l’attenzione sull’infanzia ipercinetica, ha deciso di continuare la sua attività.
Nel senso di prendere uno per uno argomenti di attualità e sviscerarli, indagarli e tirarci fuori il comico e il tragico.
Come in tutte le cose della vita.
Materiale ce n’è da vendere.
Ci vuole sempre una personalità con spirito acuto.
E lei ci riprova.
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LA RIGA VUOTA

Tornando all’argomento “privacy” ogni tanto ci imbattiamo in manifestazioni del rispetto per la medesima che, se a prima vista sembrano voler proteggere l’individuo da una eccessiva esposizione dei fatti suoi al mondo preservandogli umiliazioni pubbliche o altro, ne fanno invece ugualmente la mosca bianca sottolineando la sua diversità dal prossimo.
Parlo dei voti scolastici e dei tabelloni esposti negli atrii delle scuole a fine anno.
Scritti con il computer, numeri veri, non parole, (vi ricordate, il sei che diventava sex al fine di non poter essere corretto in sette…!) non vi si legge più una insufficienza una, bensì il ridicolo sei con asterisco.
Come se chi legge non sapesse che al posto del sei* ci potrebbe essere tutta la gamma delle insufficienze esistenti, dal cinque allo zero.
Certo, resta a chi legge il dubbio atroce: avrà Rossi Matteo un sei-cinque o un sei-due?
Sarà asinello o ciuco perso?
Genitori dei compagnucci, se ancora siete di quelli che si recano a vedere i voti, fatevi i fatti vostri e restate nel dubbio!
La privacy garantisce la libertà di ignoranza scolastica senza l’obbligo di dimostrare il suo livello!
Proteggiamo i nostri bambini dalle battutacce, dallo scherno, e soprattutto rassicuriamoli del fatto che, prima di tutto loro risultano promossi, asteriscati ma promossi.
Una conversazione udita in tram ci rassicura sulla mancanza totale di turbamento che tale asterisco provoca nelle giovani menti dei nostri studenti.
“Ciao!!! Sì!!! Tutto bene!!! Sono promossa!!! Ho solo il debito di matematica, comunque tutto bene!!!”
Il tono è trionfante, la felicità sprizza da tutti i pori (e a giugno i pori della pelle sono esposti generosamente, proprio per lasciar sfogare la gioia che viene dal profondo!).
Da un recondito sito della memoria riaffiora il ricordo di un ritorno a casa dopo aver letto la fatidica parola “Ripara” alla fine della riga dei voti, laddove il voto insufficiente della materia da riparare era pure scritto in rosso!
Ma come si poteva sottoporre i nostri giovani a cotanto stress?
Cosa avrebbe detto il padre?
Quale castigo ci avrebbe colpiti?
Le orecchie basse, il viaggio verso casa procedeva in silenzio, ascoltando il monologo della compagna promossa e in partenza per le vacanze…
Adesso i debiti non preoccupano più di tanto, ce lo insegna anche la tambureggiante pubblicità dei mutui, dei finanziamenti a tassi ultra comodi… della cessione del quinto della stipendio, che sarebbe come dire “facciamo dei debiti” poi vedremo!
Cominciamo a dire che siamo promossi, poi vedremo: intanto ormai non c’è più nessuno che, incontrandoti alla fine della scuola ti chieda “Sei stato promosso?” perché la domanda è passata tra le figure retoriche “di cui si conosce la risposta” che è sempre sì.
Qualche triste volta, però, il ragazzo è “non ammesso alla classe successiva” (non “ripete”) e sulla riga corrispondente al suo nome non c’è scritto niente.
Riga bianca. Il nulla.
Niente, secondo me, di più mortificante.
Come se la presenza per un intero anno scolastico non avesse lasciato la minima traccia: che so, almeno leggere che aveva sei di italiano, sette di disegno, sei di storia, che qualcosa avrà ben saputo, che in qualche materia non andava neppure malaccio, poverino!
Quella riga vuota è da abolire, assolutamente, stupisce che ancora non si sia saputo di ricorsi presentati da qualche genitore ferito da cotanta insensibilità, per difendere la dignità del figlio, oltre alla mazzata all’orgoglio famigliare dopo aver scoperto di aver partorito “Nessuno”.


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