Il 17 agosto a Girifalco (CZ) si è svolto un evento veramente unico ed emozionante: tra “serate girifalcesi” ricche di musica, danze, folklore e fiere è stata inserita la presentazione del nostro libro.
“… scrivemmo così una lettera d’invito al sindaco di Girifalco, chiedendo a gran voce la vicinanza, il sostegno e l’affetto da parte di quella gente abituata a vedere il mondo esterno attraverso le persiane chiuse…”
Io non immaginavo neppure, allora, di quanto affetto e solidarietà “quelle persone” fossero capaci di offrire! Nella serata del 17 agosto, nella suggestiva piazzetta dell’Annunciata, la cittadinanza di Girifalco si è raccolta intorno a noi, per ascoltare la presentazione del nostro libro “Cercando Fabrizio”, che parla della sua scomparsa, della sua famiglia ed anche di… loro.
Ho ascoltato per la prima volta un calabrese, il prof. Antonio Domenico Cristoforo, leggere alcuni brani del libro con il suo accento, dando vita alle frasi scritte nel loro dialetto… : una “magia”…!
Con il loro silenzio durante le ben due ore di presentazione, non hanno smesso un attimo di comunicarci tutto il loro affetto e la loro solidarietà.
Il sindaco, Rocco Signorello, degno rappresentante di tanta umanità, è stato sempre vicino alla famiglia Catalano ed ha cercato in ogni modo di esprimere la sua partecipazione al loro immenso dolore…
Anche Michele Mellace, in rappresentanza del sindaco di Collegno, ha fatto sentire tutto il calore che la nostra città piemontese non ci ha mai fatto mancare.
Io, pugliese trapiantata in Torino, ho visto per la prima volta questa magnifica terra di Calabria, ma il calore che ha bruciato la mia pelle sulla spiaggia, non è stato più forte di quello che i girifalcesi mi hanno trasmesso con i loro sguardi, i loro abbracci, le raccomandazioni di stare sempre vicina alla loro “Teta”…
Marilù Tomaciello
“…Teta mia, figghiammà, cara de màmmata… Santu Ruoccu mio, facìtili la grazzia…”
Teta, quel nomignolo con cui i miei famigliari mi hanno sempre chiamata, ha ripreso vita quella sera, nella piazzetta dell’ Annunciata.
Le parole di don Antonio, che ha commentato il nostro “Cercando Fabrizio…” mi hanno profondamente colpito. Ha saputo cogliere degli aspetti che, pur essendo ben presenti tra le righe, non erano chiaramente scritti. Ha parlato, in particolare, delle figure di Ezio mio marito e di mio figlio Alessio.
Con gran delicatezza ha paragonato Ezio alla figura di San Giuseppe, sempre nell’ombra della sua “sacra famiglia”, ma sempre al loro fianco ed a loro sostegno. Alessio, poi, descritto come un adolescente dalla grande forza e maturità, che è stato capace di mettersi da parte, con le sue crisi adolescenziali, per far spazio a suo fratello, che meritava… “tutta la scena” durante gli anni delle ricerche.
Grande è stata la mia emozione, poi, quando abbiamo chiamato i volontari di Girifalco per donare loro una pergamena di ringraziamento per gli sforzi sin qui compiuti: tutti quei ragazzi, coetanei di Fabrizio, facevano la fila per abbracciarmi e stringermi la mano ed io sentivo in loro… l’odore di mio figlio, che mi toccava e mi guardava attraverso i loro occhi luccicanti.
Le note musicali, poi, offerte dall’ Associazione “W.A.Mozart”, hanno saputo toccare le corde più profonde del mio animo ferito, specialmente quando hanno suonato e cantato “La vita è bella”, che tante volte il mio Fabrizio aveva meravigliosamente offerto a chi lo ascoltava, durante le mille occasioni di festa in cui portava con sé la sua magica chitarra.
Caterina Migliazza Catalano
www.fabriziocatalano.it
Nel 1890 Claude Monet, il padre dell’impressionismo, acquista la casa e il giardino di Giverny, lungo la Senna, a nord di Parigi. Fino ad allora egli aveva sempre condotto un’esistenza da nomade, alla ricerca dei mutamenti della luce, dalla Normandia all’Italia, dall’Inghilterra alla Norvegia.
Un breve avviso per gli autori Neos.

Illustrazione di Valeria Tomasi

Alla ricerca dei commenti