Con l’approssimarsi della primavera, torna sulle pagine del blog la nostra amata Opinionista beffarda armata di penna dalla punta acuminata più che mai. Bentornata Gianfranca, leggere le tue osservazioni sul nostro vivere quotidiano sarà un piacere.
Nicoletta
PHONE STORY
Di questi tempi capita spesso che nei posti in cui c’è un piccolo assembramento di persone sole, che non hanno niente da fare, leggasi spiaggia, sale di aspetto varie, campetti assolati pieni di sdraio in montagna, magari anche dal parrucchiere, ci sia qualcuno che non sa stare senza fare proprio niente e allora pensa di ottimizzare il tempo libero intrattenendo rapporti telefonici col mondo intero.
Si direbbe che ad un certo momento, quando li assale la “vampa telefoniaca” incomincino a scorrere la rubrica, alla disperata ricerca di un nome evocare col loro cellulare.
Trovata la vittima, che poi, forse, vittima non è, in quanto in molti sono felici di ricevere telefonate, incomincia, per gli astanti, un intrattenimento estemporaneo, che, se a tutta prima può sembrare o essere una enorme rottura di scatole, un’invasione del proprio silenzio, del diritto alla lettura, si può trasformare in un happening, in un teatrino da seguire attentamente, incazzandosi addirittura se si perde una frase.
Al che uno si mette comodo, in caso chiude il libro, chiude gli occhi e, fingendo di essere magari addormentato, si mette in ascolto.
TELEFONATA UNO
“Ciao! Dove sei?”.
“…”.
“Ti disturbo?”.
Evidentemente NO!
“Ah! Allora ti racconto: è appena andato via”.
Si scoprirà che si tratta dell’ex marito.
“Allora, ti ricordi che ti avevo detto che non voleva venire, perché diceva che per un giorno e mezzo non valeva la pena, ma almeno stare una, dico una giornata con i tuoi figli, ma secondo me è perché doveva andare in montagna a scopare con quella… allora, dicevo, è comparso. Così, che stronzo, non ho neppure potuto fare uno straccio di programma! Ha preso i bambini e li ha portati al ristorante e io, come una cretina, a casa.
Ho mandato un messaggio a Bruno ma non sapevo se poteva rispondermi.
Invece mi ha risposto subito e allora l’ho chiamato.
Una telefonata stupenda, mi ha detto delle cose bellissime, era solo, siamo stati un’ora…
Mi ha detto che non possiamo andare avanti così, ma non sa come fare con lei, che per adesso deve far finta, e tu sai cosa intendo… ma mi fa un male, pensare che si scopa sua moglie…
Gli ho proposto di vederci, sarebbe stato poi ieri, e lui mi ha detto che non poteva, che la domenica dovevano andare in campagna dal cognato, che ne so, ma quanto mi fa incazzare…”.
“…”.
“Certo, la domenica è il giorno delle famiglie, tutto regolare, ma io sto male.
Poi, ieri, cioè proprio domenica, mentre i bambini erano in barca col padre mi chiama e mi dice che aveva trovato una scusa e stava venendo qui!”.
“…”.
“Figurati se io gli dicevo che qua c’era tutta la famiglia riunita, però era fuori discussione farlo venire qua… Ti avevo detto che già una volta era piombato per due ore e che ho mollato i bambini in spiaggia per stare con lui in casa di mia suocera… ci pensi?”.
“…”.
Già, lui non pensava, ha preso ed è partito, chissà che scusa ha trovato.
Comunque, l’ho bloccato e sono andata a prendere la macchina, così come ero, col pareo e il costume bagnato… e gli sono andata incontro fino su, verso il Nava, ci siamo fermati in una
piazzola… Era un ossesso, perché gli avevo detto che non venisse giù, pensa che mentre guidavo lo chiamavo per calmarlo…”.
“…”.
Guarda, gli ho chiesto cosa devo ancora fare per fargli capire… insomma, sono venuta via così…”.
“…”.
“Ma già che è importante! Poi ci siamo nascosti in un uliveto…”.
“…”.
“Siamo stati due pazzi, ma cosa vuoi fare… poi sono tornata a razzo, perché credevo che Paolo tornasse presto coi bambini, alle cinque ero di nuovo al mare, invece hanno fatto tardi e Paolo si è pure fermato a dormire… Ti dico, è appena partito… ha ricevuto una telefonata, di sicuro era quella, era nero… che palle, mi ha anche detto che forse non viene il prossimo weekend, che è troppo uno
sbattone, che lui è stanco, che ha bisogno di fare un po’ la sua vita… perché io, la mia, quando la faccio, devo sempre scappare, nascondermi…
Certo che però, quel pomeriggio nell’uliveto…
Senti, adesso devo andare che la Lucrezia mi chiama che vuole fare il bagno con me…Vengo, amore… Ti chiamo domani.
Ciao! Ciao, ciaociaociaociacaciacia…”.
Gianfranca Fra, autrice di “Delitti e provette”
(Immagine tratta dal sito www.brandeo.com/node/1161)
Alla ricerca dei commenti